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Ristorante la Giostra: i sapori nuovi e quelli antichi sposati con il buon bere · 055NEWS.IT
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Firma : Alessandro Papini
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Ristorante la Giostra: i sapori nuovi e quelli antichi sposati con il buon bere 24/11/2008 - 14:33
Quindici anni fa i principi Asburgo Lorena decisero di aprire un ristorante a Firenze: La Giostra. La notizia di un nobil casato alle prese con piatti e tovaglioli fece scalpore, ma non per tutti. Gli amici che erano soliti riunirsi intorno alla tavola del principe al Castello di Barberino Val d'Elsa, nel Chianti, glielo avevano suggerito spesso. I ristoratori riforniti con olio d'oliva, vino e altri prodotti di quelle tenute lo avevano temuto da quando lui cominciò a chiedere (e ottenere) alcune ricette dei loro chef. Il figlio Soldano che cura personalmente la cantina, sapeva che quella passione avrebbe finito per contagiarlo e coinvolgerlo in un'attività a tempo pieno. Passione che nasce a Vienna, quando la nonna conduceva il nipote nelle cucine del castello e allontanata la servitù gli mostrava una "grande magia": la lievitazione naturale dei krapfen. Un fantastico incantesimo che stregò il giovane principe, destinato a una vita a curiosare tra antichi manoscritti di ricette, aneddoti, suggerimenti per preparare i piatti della tradizione Lorenese e Asburgica "Le scienze non sono come Minerva che uscì armata di tutto punto dal cervello di Giove, sono figlie del tempo", ecco il segreto de La Giostra. Ci si aspetta una cucina tipica e si assaggiano sapori nuovi, antichi centinaia di anni. I sapori di una Toscana dimenticata, quando ancora al posto del ristorante i locali sormontati da archi cinquecenteschi a mattoncini rossi ospitavano la giostra di piazza Salvemini, da cui il nome. Dove riposavano luccicanti cavallini oggi ci sono appena sedici tavoli ai quali siedono coppie d'innamorati, belle donne, ospiti famosi, talvolta intere compagnie teatrali... Tutti, accomunati dal gusto per la buona tavola e dal piacere di una raffinata ospitalità: in un'atmosfera "homley", di casa, calda e informale. Merito del figlio del principe, anzitutto. Merito dei lusinghieri giudizi della stampa specializzata. Merito dello storico chef Ubaldo Tonarelli, fiorentino oggi affiancato dal talento giapponese di Aruki Igari. Merito della signora Liliana che ogni mattina presto impasta pappardelle, taglierini e ravioli alla maniera bolognese. Una allegra brigata di dispensatori di gioia... Perché il cibo è necessario e sceglierlo è un privilegio, ma cucinarlo è arte.
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