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Islam, ramadan e burkini: le paure dell’Occidente · 055NEWS.IT
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Società
Firma : Gianluca Agnello
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Islam, ramadan e burkini: le paure dell’Occidente 22/08/2009 - 21:05
Le polemiche, i dibattiti e gli scontri politici, che il caso del burkini sta scatenando in Italia (e non solo) sembra essere la conferma del fatto che l’Islam è anche in Occidente. Non ha più senso pensare all’Islam come ad una religione lontana, geograficamente localizzata in un altro mondo separato e distinto dal nostro: l’Oriente. Non è più possibile, perché l’Oriente non è lontano e perché la globalizzazione sta svuotando i confini geografici del loro significato. In realtà anche la globalizzazione è un concetto nebuloso, difficilmente inquadrabile, ma è importante notare che tra i suoi effetti non c’è solo uno sganciamento dell’economia dal territorio, ma anche una crescita notevole dei flussi migratori. Per questo è necessario prendere atto che l’Islam è anche in Occidente e che non si può continuare a pensarlo, e a prendere decisioni, come se fosse una realtà lontana. Per ricordarci tutto questo sono necessari, ogni volta, eventi eclatanti come il caso del burkini, che non è difficile ipotizzare sarà risolto, come sempre, facendo riferimento al ‘bene della collettività’ e quindi vietandolo per “ragioni igieniche”. A poco servirebbe ricordare la lunghezza del costume di olimpionici come Phelps o la Pellegrini, perché è necessario prendere atto del fatto che quello che dà fastidio è il corpo (femminile) coperto. Non è chiara la motivazione, la causa scatenante, sta di fatto, che il nudo femminile è preferito a qualsiasi immagine del corpo che ricordi la religione islamica. Chador, hijab, burkini sono simboli religiosi, che agli occhi degli occidentali assumono un significato scomodo: la sottomissione della donna, la violenza, la privazione della libertà. Tuttavia, si tratta di un’attribuzione di significato, che non tiene conto del fatto che molte di queste donne scelgono di indossare questi simboli, perché si sentono a disagio senza. La frequenza e il numero di episodi che rimandano all’Isla, non fanno altro che sottolineare, che l’Islam è presente anche in Italia. Una presenza spesso scomoda, alla quale vengono posti ostacoli e divieti che fanno leva, ora sulla laicità, ora sull’ordine pubblico e via dicendo. È stato così quando i musulmani pregavano in strada a Milano, ed è così anche oggi che il Comitato agricoltori di Mantova ha obbligato i lavoratori musulmani a mangiare e a bere. Una decisione fortemente criticata dal mondo islamico, come è emerso anche dalle parole dell’Imam di Firenze, Izzedin Elzir, che ha definito questo episodio: “un affronto”. Non rimane che concludere constatando, che una convivenza pacifica nel contemporaneo spazio pubblico laico dell’Occidente, sarà forse possibile soltanto nel momento in cui l’Islam non sarà più pensato come una minaccia o come qualcosa di lontano, di estraneo alla nostra società.
Le polemiche, i dibattiti e gli scontri politici, che il caso del burkini sta scatenando in Italia (e non solo) sembra essere la conferma del fatto che l’Islam è anche in > 21:05 del 22/08/2009
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