Non sei loggato al sito  | Contattaci  | Registrati  | Login  |       
Home Rubriche Inchieste Cronaca Cultura Sport Amministrazione Proteste OnDemand
Sul sito  

autoxy
Trova la tua
auto a firenze

Es. Audi A4, BMW X3

Es. Milano, Roma
<settembre 2010>
LMMGVSD
  12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930   
Avvenimenti in Evidenza
STUDIO ART CENTERS INTERNATIONAL FLORENCE: Eyewitness to the 60's Rock Revolution
- - - - - - - - - - - - - - - -





Nevrotici e psicotici · 055NEWS.IT
INDIETRO
 
Psicologia Firma : Dott. Federica Ermini   Notizia letta   998 volte
Nevrotici e psicotici
08/02/2010 - 21:03
  Freud per primo divise i pazienti in due grandi classi: nevrotici e psicotici. Se i nevrotici, afflitti da complessi sorti in età abbastanza evoluta, erano in grado di lavorare più o meno ragionevolmente sui contenuti dei loro pensieri e delle loro azioni, arrivando ad una comprensione e ristrutturazione delle proprie dinamiche e dei propri comportamenti, il folle non si riteneva godesse delle stesse capacità. Lo psicotico infatti, allora genericamente chiamato schizofrenico, non è sempre in grado di riconoscere la realtà, di produrre un pensiero articolato e comprensibile a sé e agli altri, quindi era impossibile pensare di poter modificare alcunché con la sua partecipazione. Ad oggi i pazienti psicotici, spesso sostenuti da una moderna e adeguata cura farmacologica, si sono scoperti in grado di ricevere nella relazione analitica ciò che ha impedito loro di sviluppare le funzioni di cui sono evidentemente carenti, avviandosi verso un lungo ma fruttuoso lavoro di riconquista di quelle terre salvate alla distruzione, o mancata costruzione, di sé. Ma a complicare le cose, negli anni 30-40, è sorta la consapevolezza dell’esistenza di una via di mezzo tra i due poli, un paziente che non è così evoluto da essere nevrotico, né così privo di sé e di capacità di leggere la realtà da essere considerato psicotico. Se da una parte i pazienti borderline sanno chi e cosa sono, non sono abbastanza forti da avere controllo su loro stessi, perciò soffrono e gioiscono in modo totale e agiscono ciò che pensano e provano senza riuscire a trovare tregua. Se riescono a vedere la realtà delle cose e riconoscerla, non riescono sempre a pensarla o percepirla se quei fiumi di emozioni senza argini li invadono. Se conoscono il bene e il male, non riescono però a vederli insieme e tollerare la loro contemporanea presenza, tipica del nostro mondo. Così il loro mondo è composto da angeli e demoni, che si alternano continuamente. I bambini molto piccoli si comportano così, non riescono a credere che la mamma che li nutre e protegge sia la stessa che non c’è, anche se ne hanno bisogno. Eppure più che cresce e più che si accorgono che le relazioni sono fatte di presenza e assenza, di soddisfazioni e delusioni dei desideri. E’ inevitabile e sopportabile, quando si riesce a portare dentro di sé l’immagine di una madre sia accondiscendente che frustrante, ma sempre amorevole e protettiva. Se questo non avviene, che sia per le difficoltà dei genitori, per perdite o traumi o abusi precoci, che per caratteristiche particolari del bambino, l’impossibilità di fare riferimento ad una figura confortante interna renderà impossibile ogni relazione, inevitabilmente fatta di vicinanze e allontanamenti, sia fisici che affettivi. La separazione non sarà tollerabile, sarà evitata con ogni mezzo e sofferta in modo totale ed insostenibile, quando inevitabilmente avviene, fino a spingere alla rinuncia alla vita. Ma anche la troppa vicinanza sarà vissuta come perdita di sé nell’altro, quindi temuta. Lo psicoanalista in questi casi si propone nel ruolo di una madre da interiorizzare, perché è presente in modo regolare e continuo, in modo da colmare il vuoto che il paziente percepisce dentro di sè. Se il paziente riesce a tollerare inizialmente la giusta distanza e riesce a fare tesoro di questa continua e regolare presenza, sarà in grado di fare riferimento ad una figura buona e cattiva, ma sempre confortante, ogni volta che la vita lo metterà di fronte alle sue prove. Sarà così possibile costruire quella forza interna necessaria a mettere il pensiero tra il desiderio e l’azione, rendere ragionevoli le emozioni, vedere le sfumature del mondo e poterle tollerare.


CONDIVIDI
OKNOtizie Wikio Facebook LinkedIn Del.icio.us Digg Technorati Yahoo myspace twitter google friendfeed

  Freud per primo divise i pazienti in due grandi classi: nevrotici e psicotici. Se i nevrotici, afflitti da complessi sorti in età abbastanza evoluta, erano in grado di lavorare più o meno > 21:03 del 08/02/2010


 

Nessun commento presente!
Devi essere registrato per poter leggere i commenti

Vetrina di adesso
Conti Stefano: nel cuore del Mercato Centrale, da quattro generazioni, la vera qualità, per tutti i gusti
Passare dal banco gestito da Stefano Conti e dalla sua famiglia al Mercato ...[segue]