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Immigrati: sempre più soci nelle cooperative · 055NEWS.IT
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Immigrati: sempre più soci nelle cooperative 09/03/2010 - 17:34
"Se la presenza di immigrati nelle cooperative industriali incide
circa per il 5% e nelle cooperative sociali per il 10%, la percentuale
sale al 15% in quelle di servizi, per arrivare al 25% nel settore
agroalimentare". Ma gli immigrati, oltre a essere dipendenti, spesso
sono anche soci delle cooperative stesse. In quelle sociali "succede nel
10% dei casi, nei servizi si arriva all'80%". E nelle cooperative dei
servizi aderenti a Legacoop, "si registrano le percentuali piu' alte di
soci immigrati (70-80%), come anche le percentuali piu' alte di
contratti a tempo indeterminato (75-95%) rispetto alla media (76%) degli
altri settori di Legacoop". Numeri che arrivano da Daniele Conti, di
Legacoop Servizi (già Ancst - Associazione nazionale delle cooperative
di servizi), nei giorni scorsi a Capo Verde per il viaggio di studi
promosso dal Dossier statistico immigrazione Caritas/Migrantes.
"Concordando con l'organizzazione del Dossier Caritas/Migrantes la
presenza di un nostro rappresentante- sottolinea Franco Tumino, al
momento della organizzazione del viaggio presidente di Ancst (ora
Legacoop servizi)- abbiamo voluto cogliere l'occasione di approfondire
noi stessi le dinamiche dell'immigrazione; le presenze di lavoratori
immigrati, che spesso divengono soci, sono sempre piu' numerose nelle
cooperative di servizi, e la nostra associazione ha voluto sempre piu'
supportare le cooperative nelle prassi di ascolto dei bisogni materiali e
spirituali dei lavoratori migranti e nella definizione di politiche di
integrazione".
"Non esiste un censimento dei lavoratori extracomunitari delle
cooperative italiane, ma alcune indagini settoriali della Lega nazionale
delle cooperative e mutue (Legacoop), la piu' antica delle
organizzazioni cooperative italiane che associa oltre 15 mila imprese
cooperative in tutte le regioni italiane e in tutti i settori
produttivi, possono dare un'idea della dimensione del fenomeno",
sottolinea Conti, mettendo l'accendo "sull'aspetto qualitativo del
lavoro di dipendenti e dei soci extracomunitari in cooperativa".
Entrando nel dettaglio territoriale, la Legacoop Toscana - "una delle
regioni in cui si registra la piu' alta presenza di imprese cooperative
aderenti a Legacoop" - ha svolto una ricerca tra i lavoratori immigrati
delle cooperative toscane: ben il 40% e' originario di paesi africani;
l'85% degli intervistati non cambierebbe lavoro, il 90% ritiene che in
cooperativa non ci siano discriminazioni. Altro dato significativo: gli
occupati diventano soci effettivi delle cooperative nel 74% dei casi).
"Le cooperative spesso sono anche la migliore risposta ai bisogni
locali perche', oltre a creare posti di lavoro, rafforzano la coesione
sociale, economica e territoriale, favorendo inoltre lo sviluppo
sostenibile e l'innovazione sociale, ambientale e tecnologica", commenta
Conti, precisando che "la risposta ai bisogni locali attraverso la
nascita di cooperative non si sviluppa solo in Italia, ma spesso le
stesse imprese cooperative mettono in atto iniziative collegate qui in
Italia e nei Paesi d'origine degli imprenditori". Un esempio concreto?
L'esperienza del progetto 'Ghanacoop': "Commercializzando i prodotti del
posto, è riuscita a creare occupazione non solo in Italia ma anche nel
Paese africano". Partita come associazione di cittadini ghanesi a
Modena, oggi importa dal Ghana ananas e frutti esotici, ed esporta
lambrusco, parmigiano, pasta e prosciutti.
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circa per il 5% e nelle cooperative sociali per il 10%, la percentuale
sale al 15% in quelle di servizi, per arrivare al 25% nel > 17:34 del 09/03/2010
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